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Rendere le superfici vetrate antisfondamento e sicure
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Rendere le superfici vetrate antisfondamento e sicure

La sicurezza è tutto, a casa propria, in ufficio, o sul luogo di lavoro, così come in pubblico. Sentirsi al sicuro è una sensazione che, se ci accompagna, rende più rilassati, più tranquilli. Invece, spesso, presi da altre preoccupazioni e altrettanti pensieri, non ci facciamo caso o lo diamo per scontato, mentre per sentirsi veramente “al sicuro”, è necessario dotarsi dei giusti accorgimenti tecnici, nel rispetto di regole e leggi, cui è obbligatorio attenersi. Infatti, i pericoli che minano la nostra personale sicurezza possono arrivare da più parti, da diversi elementi presenti nell’ambiente.

Di sicuro, tra questi, ci sono le superfici vetrate. Per questo motivo è molto importante renderle antisfondamento. Per farlo, ci sono due alternative: il vetro stratificato (un vetro che non si divide in molteplici pezzi quando fratturato) oppure le pellicole. Con queste due soluzioni viene garantita, rispettando il D.L. 81/8, la sicurezza delle persone e la loro incolumità. In particolare, con le pellicole, è possibile raggiungere due obiettivi con un unico investimento: aumentare la resistenza della lastra e ridurre il consumo energetico, oppure legare la sicurezza alla privacy, lasciando il passaggio di luce. Nei condomini, la legge prevede che nelle aree comuni le superfici vetrate debbano essere tassativamente di sicurezza, mentre nelle singoli abitazioni, è l’inquilino secondo coscienza, a doversi tutelare. Ma proteggere sé stessi e i propri cari è una priorità, considerato che le ferite da taglio sono indelebili. Qui di seguito riportiamo, nello specifico, quanto cita il decreto 81/8 sull’argomento che stiamo trattando:

“Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetrate nei locali o nelle vicinanze dei posti di lavoro e delle vie di circolazione, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza ovvero essere separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione succitati, in modo tale che i lavoratori non possano entrare in contatto con le pareti, né essere feriti qualora esse vadano in frantumi. Se le superfici trasparenti o traslucide delle porte e dei portoni non sono costituite da materiali di sicurezza e c’è l rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici, queste devono essere protette contro lo sfondamento”.

In ausilio a questo decreto, che rimane un po’ generico sul tema, la norma UNI 7697 (punto 7.2.1/7.2.2/7.2.4/7.2.5/7.2.7) del giugno 2002, stabilisce le situazioni di potenziale pericolo e i criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie. La presente norma ha lo scopo di stabilire i criteri di scelta dei vetri da usarsi, sia in interni che in esterni, in modo che sia assicurata la rispondenza fra prestazioni dei vetri e requisiti minimi necessari per la sicurezza dell’utenza, nella destinazione d’uso prevista. Si fa presente che su tutto quello che ha l’obbligo di rientrare nei canoni di sicurezza in edilizia (e i vetri lo sono), è soggetto alle responsabilità civili e penali che ne conseguono. Pertanto, per gli amministratori, è fondamentale possedere i certificati da esibire in caso di infortuni, che possono colpire condomìni e non, oppure di controlli da parte degli Organi di Vigilanza.

Ecco perchè è importante affidarsi a professionisti autorizzati a rilasciare i certificati (ovvero vetrai, serramentisti e rivenditori di pellicole), dal momento che dovrebbero aver seguito corsi di formazione

specifici con installatori autorizzati. Con quale criterio scegliere l’installazione di pellicole oppure la sostituzione del vetro per soddisfare la legge? Se il vetro non è liscio, occorre sostiturilo. Diversamente, quando il serramento si presenta in buono stato (e di superficie liscia), è consigliabile la pellicola di sicurezza, in quanto non aumenta né il peso né lo spessore del serramento, a differenza di un vetro stratificato antisfondamento. Un altro vantaggio del vetro protetto dalla pellicola è l’aumento della resistenza al fuoco in caso di incendio. Così i condomini, in caso di evacuazione, potranno disporre di più di tempo per percorrere le vie di fughe indicate e ridurre le probabilità che dei frammenti di vetri possano ferirli. Agli amministratori ricordiamo che le norme edili richiedono la classificazione per i rivestimenti che superano lo spessore di 0.6 millimetri (6 decimi di millimetri), in quanto si presume che i materiali inferiori a tale spessore, assumano le caratteristiche del supporto cui sono applicate. Le pellicole di qualsiasi tipo, sono ampiamente inferiori a tale spessore (circa 01 decimi di millimetro) e pertanto sono escluse da tale classificazione. Le pellicole quindi rappresentano un intervento veloce, pulito e silenzioso, il tutto affrontando mediatamente dei costi più contenuti rispetto alla sostituzione del vetro. Attenzione però, perchè il prezzo è soprattutto influenzato dalla qualità della pellicola. Infatti difetti di produzione come delaminazione, ingiallimento e scollamento, si presentano solo in un periodo successivo all’installazione. Ecco perchè anche la garanzia del materiale deve provenire direttamente dalla casa produttrice e non solo dal rivenditore. Lo stesso vale per le certificazioni e la loro legalità in Italia. Mentre la garanzia sulla posa in opera, eseguita secondo i canoni a regola d’arte (senza bolle, grinze o distaccature spontanee), ai fini della conformità alle certificazioni, deve essere rilasciata dalla ditta appaltatrice.

Inoltre suggeriamo per una maggiore trasparenza dal produttore al cliente, in qualsiasi momento dell’intervento, l’amministratore può verificare che il codice del film (altro termine per indicare le pellicole) riportato sulle scatole originali della casa produttrice corrisponda effettivamente a quello proposto nell’offerta e da lui acquistato. Poichè una volta applicato difficilmente si distingue, la qualità di un buon film da uno scadente, se non nei due anni successivi. Considerato che non esiste un albo è importante affidarsi a chi questo mestiere lo conosce e lo pratica già da diversi anni come, ad esempio, la RG Ricci di Torino, sul mercato nazionale dal 1998. Simona Ricci, titolare e responsabile tecnico, valuta, per ogni singolo caso, l’utilizzo del materiale più idoneo per soddisfare la classe di certificazione prevista dalla legge. Su richiesta dell’amministratore, la ditta RG Ricci esegue un sopralluogo durante il quale vengono rilevate le misure e la rispettiva quadratura; analizza le varie tipologie, gli spessori e il posizionamento dei singoli vetri, in modo da valutarne i rischi, secondo il D.L 81/08 e le normative di riferimento EN 12600 (classificazione delle resistenze meccaniche delle lastre da impiegare) e UNI EN ISO 12543-1. RG Ricci, essendo una ditta autorizzata dalle case produttrici, possiede i requisiti tecnico-professionali di rivenditore/installatore abilitato e pertanto a lavori ultimati, viene rilasciata, sottoscritta e firmata per assunta responsabilità, la dichiarazione di conformità dell’impianto.

Per chi non si attiene alle disposizioni, fissate dal legislatore, sono previste ammende penalmente severe fino all’arresto. Con questo articolo avete le nozioni basiche e gli strumenti per far rispettare le norme che fino ad oggi sono state, forse, sottovalutate. Alle volte non ci si pensa, ma tra le priorità che ha la figura dell’amministratore, c’è la responsabilità di ridurre, quando non si può eliminare, il pericolo per i condomini all’interno dello stabile. La prevenzione può salvare una vita.

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