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SUPERBONUS 110% e FASCICOLO DEL FABBRICATO: si va a settembre con una novità (spesa) in più
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SUPERBONUS 110% e FASCICOLO DEL FABBRICATO: si va a settembre con una novità (spesa) in più

Come il Governo ormai ci ha abituato, spesso novità inizialmente presentate in pompa magna vengono poi ridimensionate o gravate da oneri accessori.
E’ il caso del Decreto-legge 34/2020 (chiamato decreto “Rilancio”), attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera, che ha dovuto affrontare una selva di emendamenti (ad oggi se ne contano una ventina), tra i quali in particolare spicca quello presentato da svariati deputati del Movimento 5 Stelle: l’emendamento 119.114, che qualora fosse recepito imporrebbe all’edificio condominiale che vuole accedere alle detrazioni di dotarsi preventivamente del “fascicolo di fabbricato”, strumento già da anni auspicato da più parti per incrementare e tenere sotto controllo lo stato di sicurezza delle strutture e degli impianti di ciascun singolo edificio.
Nello specifico, il comma tre dell’emendamento prevede che “con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto [..], è approvato lo schema-tipo del Fascicolo del fabbricato recante la descrizione dell’intero immobile sotto il profilo tecnico e amministrativo, nel quale sono contenute tutte le informazioni relative allo stato di agibilità e di sicurezza dell’immobile, sotto il profilo della stabilità, dell’impiantistica, della manutenzione, dei materiali utilizzati, dei parametri di efficienza energetica degli interventi che ne hanno modificato le caratteristiche tipologiche e costruttive e di quelli necessari a garantirne il corretto stato di manutenzione e sicurezza”.
Tra chi sostiene che sia un obbligo necessario e già da troppo tempo rimandato e chi al contrario già immagina il fascicolo del fabbricato come l’ennesimo cumulo di “carta”, svuotato di una reale utilità pratica,  emergono poi le voci della categoria più a diretto contatto con la materia, ovvero quella degli amministratori di condominio, che già provati da una serie di provvedimenti poco chiari e limitanti sullo svolgimento delle assemblee si troverebbero a dover rinviare di mesi gli eventuali lavori di riqualificazione energetica o di ristrutturazione potenzialmente già deliberati, con un pericolosissimo stop alla partenza dei tanti cantieri che la notizia del favoloso “bonus del 110%” ha precocemente stimolato.
Una doccia fredda per chi già scaldava i motori, a partire delle imprese edili che dovranno quindi attendere la data ufficiale del 18 luglio 2020 prima della conversione del decreto in legge, e da lì ulteriori sessanta giorni perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti predisponga il decreto d’attuazione con le indicazioni ai quali dovranno attenersi i tecnici nella compilazione del fascicolo: è dunque ragionevole pensare che i cantieri non potranno realmente iniziare prima dell’inizio del nuovo anno, con grande rammarico delle tante imprese edili già in sofferenza, che speravano in un’immediata boccata di ossigeno dopo le difficoltà causate dal lockdown.
Il suggerimento che ci sentiamo di dare è dunque quello di procedere con cautela, per evitare passi falsi che possano compromettere l’ottenimento del bonus o l’inutile ripetizione di assemblee straordinarie: è infatti realistico pensare che l’assemblea dovrà in primo luogo pronunciarsi per deliberare l’incarico al tecnico per la redazione del fascicolo (che se non altro, al pari delle spese di ristrutturazione, l’emendamento farebbe rientrare tra quelle detraibili), e successivamente - o contestualmente - deliberare in ordine ai lavori di ristrutturazione con accesso alla detrazione fiscale del 110%.
Il tutto, ovviamente, nell’attesa che il Governo allenti la stretta sulle assemblee condominiali, che con le regole attuali richiedono spazi e precauzioni ingestibili per il loro svolgimento in sicurezza.

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